EMILIO PIO BOSSIO – LO SGUARDO PROIETTATO AL FUTURO

Studente del corso di Laurea in Filosofia e Storia presso l’Università della Calabria, Emilio Pio Bossio è un giovane savellese nato a San Giovanni in Fiore (Cs) il 27 luglio 2005. Figlio di Salvatore e Rossella, Emilio è senza dubbio alcuno uno dei volti simbolo della Savelli di oggi. In un paese che fa i conti, inesorabilmente, con i postumi del progressivo ed inarrestabile spopolamento, egli è una figura di riferimento capace di catalizzare residui elementi di speranza e far preservare un po’ di sana fiducia per il futuro. Molto attivo in campo politico ed accademico, Bossio ricopre la carica di Presidente dell’Associazione Università Futura oltre che di Commissario cittadino del circolo Forza Italia Savelli. Cresciuto in paese, luogo nel quale ha abitato fin dalla nascita, forgiatosi nell’attività di ristorazione di famiglia, Emilio è già oggi protagonista indiscusso della comunità paesana. In questa nostra chiacchierata, la prospettiva delle sue attività di oggi con lo sguardo inevitabilmente proiettato a quel che sarà nell’immediato futuro. Il tempo giusto per definire le velleità di questo giovane di casa nostra in possesso delle stimmate del “fuoriclasse” (questa la definizione datagli di recente dal Consigliere Regionale Ferrari), d’ora in avanti chiamato a ritagliarsi, sempre di più, quel ruolo di primo piano che da sempre gli viene attribuito quasi come cucito addosso.

IL RUGGITO: partiamo dall’attualità: chi è Emilio Bossio oggi e cosa vorrebbe fare da grande?

EMILIO: sono uno studente universitario che ama le materie oggetto del proprio corso di studio e che, al contempo, coltiva una grande passione per la politica e per tutto ciò che è cultura. Da “grande” vorrei trasmettere ciò che assimilerò durante il mio percorso universitario e metterlo, quanto più possibile, a disposizione degli altri. Ritengo infatti che sia quanto mai importante creare un sistema sociale improntato sulla condivisione di idee e valori. Guardando al futuro, sono certo che continuerò ad interessarmi, con costanza e assiduità, alla politica, strumento che appartiene alla collettività e che va quindi riconosciuta come tale per favorire la crescita indispensabile soprattutto delle nuove generazioni.

IL RUGGITO: quali sono i principali obiettivi e le sensazioni legate alle tue attività odierne?

EMILIO: gli obiettivi che mi pongo sono legati ovviamente alle due cariche che ricopro. In tale ambito, rientra, in primis, il voler mantenere il prestigio di Università Futura, l’associazione che mi onoro di rappresentare in qualità di Presidente. A tal proposito, proprio in questi giorni, abbiamo promosso una serie di iniziative che intendono far conoscere, per l’appunto, le attività che l’associazione porta avanti, quotidianamente, al fianco degli studenti universitari calabresi. Le azioni messe in campo, in ultimo quella dell’Unical che vorrei, mirano per l’appunto a consolidare la rappresentanza che Università Futura incarna all’interno del panorama accademico. Per quanto mi riguarda, mi prodigherò per continuare ad essere, ancora di più, un punto di riferimento per la provincia di Crotone all’Università della Calabria. Inoltre arrivare con competitività e con una squadra forte alle elezioni di Ateneo è per noi importante. Come commissario cittadino di Forza Italia, invece, l’obiettivo principale, insieme al gruppo che mi affianca, è quello di riportare la Politica di partito nella mia comunità, visto che negli anni proprio quella politica fatta di relazioni interne ai partiti si è vista eclissata da un contesto locale poco lungimirante. Quanto avvenuto ha fatto sì che Savelli rimanesse per troppo tempo escluso dalle decisioni importanti. Dopo aver raggiunto il grande obiettivo di portare Forza Italia ad essere primo partito a livello locale alle ultime elezioni regionali (ciò non era mai successo nella storia), vogliamo dare continuità a questo percorso, mettendo a disposizione della comunità intera gli strumenti che può offrire il nostro partito. Le sensazioni che provo rispetto a tutto questo sono sicuramente positive poiché l’essere di per sé molto ottimista fa parte del mio carattere.

IL RUGGITO: quanto è difficile, a tuo avviso, costruirsi un proprio percorso di vita in questa terra?

EMILIO: credo che per costruire un percorso di vita ricco di successi si debbano ridurre al minimo gli alibi. Soprattutto pensando a ciò che avviene in altre parti del mondo, ad esempio in Medio Oriente. In quei luoghi si può dire che sia veramente complicato emergere per i giovani. Noi dobbiamo considerarci fortunati per quello che abbiamo. Questa terra è meravigliosa ed io mi ritengo un privilegiato a poterla vivere appieno. Ovviamente, c’è molto da migliorare in questa terra “bella e maledetta”. Tocca a noi giovani rimboccarci le maniche e lavorare per proporre qualcosa di diverso e di realmente produttivo. Conoscere la storia e le radici è fondamentale anche per prendere atto degli errori commessi dalle generazioni passate e far sì che non si ripetano in futuro. A quei giovani che molto spesso desistono e perdono la speranza, mi sento di poter dire che è invece giusto crederci sempre e comunque. Abbiamo il dovere di confidare di più in noi stessi, nelle nostre capacità, nelle nostre competenze e in una voglia di mettersi in gioco che deve essere smisurata, anche sfrontata. Dobbiamo smetterla di dipendere sempre dagli altri perché alla nostra età le idee affiorano in ogni momento. Bisogna per questo avere la giusta determinazione, la costanza e soprattutto il coraggio di mettere in atto le migliori intenzioni. Con consapevolezza e, al massimo, con un pizzico di sana prudenza, ma senza timore. Ritengo che il sentirsi di non avere più speranza quando si è giovani sia un’eresia che a queste latitudini diventa un peso insopportabile ed insostenibile.  Essere giovane ed avere una vita davanti è sinonimo di speranza.

IL RUGGITO: quali restano le opportunità le leve su cui puntare per risollevare questo territorio?

EMILIO: per risollevarsi ci sono delle opportunità che si presentano anche in questo momento. La prima fra tutte è legata al turismo. Bisogna puntare sulla valorizzazione del territorio, partendo dalla manutenzione delle strade e dalla tutela del decoro dei luoghi più trascurati del paese per creare un’offerta turistica che senza grandi sforzi possa essere competitiva. Dal punto di vista morfologico, il nostro contesto risulta essere fra i migliori dell’Alto Crotonese. Bisogna per questo far sì che quello di cui disponiamo, che sembra poco ma in realtà non lo è, sia valorizzato attraverso un sistema condiviso. In questo percorso, la politica e le istituzioni devono saper creare le condizioni per favorire l’iniziativa e l’aggregazione dei singoli con un coinvolgimento diffuso che sia effettivamente proficuo in quanto fatto di sinergie e reti costruttive.

IL RUGGITO: quali i fattori in grado di consentire ai giovani di restare e costruire per il futuro?

EMILIO: sicuramente c’è bisogno di un forte senso di appartenenza, per avere il coraggio di investire su questo territorio. Sarà anche compito della politica incentivare i giovani a restare nel proprio paese natio, creando le condizioni giuste per attrarre la voglia di costruirsi un futuro in casa propria. Io credo ci sia ancora qualche margine, seppur ristretto, per pensare di potercela fare.

IL RUGGITO: vivi intensamente il paese compatibilmente con gli impegni di studio e personali. Come lo trovi con il passare del tempo?

EMILIO: quando seguo le lezioni vivo Savelli solo il fine settimana. Ogni venerdì è un appuntamento fisso ritornare a casa. Nonostante gli impegni accademici e la gestione di Università Futura, il fine settimana, poche volte sono riuscito a rimanere a Rende. Respirare l’aria del mio paese e della mia comunità mi dà nuova linfa. Durante la sessione d’esame, invece, scelgo di studiare a Savelli, vivendolo tutti i giorni soprattutto nei mesi invernali. Fra una giornata di studio ed una serata in pizzeria, amo ascoltare le idee e i racconti dei miei compaesani. Sinceramente, con il passare del tempo, vedo un paese spento e ferito nell’orgoglio, specie in questo momento.

IL RUGGITO: quali le differenze fra la Savelli di qualche anno fa e quella di adesso?

EMILIO: la Savelli in cui sono cresciuto era sicuramente più armoniosa rispetto a quello odierna. Alcune circostanze, più o meno recenti, hanno messo la nostra comunità alle corde. Ciò si percepisce facilmente anche facendo una semplice passeggiata, specie in quest’ultimo periodo. Anche il clima con il quale ci si va preparando alle prossime festività non è dei migliori. Pesano come un macigno le vicende che hanno interessato negli ultimi anni il paese. Su questo non posso che sperare, vivamente, che la Magistratura possa fare il suo corso e che la politica faccia poi la sua parte. Savelli ha subito un sopruso e chiede fortemente giustizia perché può e deve rialzarsi! Non può che farlo attraverso un percorso politico sano e duraturo che sappia, per l’appunto, mettere al centro le sorti legate al futuro più prossimo della comunità paesana.

IL RUGGITO: quali ritieni siano i punti di debolezza ed i limiti del contesto paesano odierno?

EMILIO: il problema più strutturale è il forte spopolamento che ci troviamo ancora ad affrontare. Molti giovani, anche negli ultimi anni, hanno deciso di lasciare il paese. Il calo demografico è un’emergenza comune alla maggior parte dei piccoli centri d’Italia anche a causa di un basso tasso di natalità. Negli ultimi anni le nascite a Savelli sono state veramente pochissime. Questo è quello che mi preoccupa maggiormente pensando al futuro. Essendo un piccolo centro i limiti possono essere molteplici, a volte legati a cattive gestioni politiche che nel corso degli anni hanno portato ai risultati odierni. Ormai è da tempo che Savelli risulta essere staccato dalla politica locale, molti finanziamenti sono andati perduti. Non voglio entrare in merito su quali siano state le motivazioni, esprimo semplicemente la mia opinione da cittadino e segretario di Forza Italia. Un altro forte limite del nostro paese sono le vie di comunicazione, ovvero le strade. Da anni ormai non si interviene sulle nostre strade. Solo di recente, l’amministrazione provinciale targata Ferrari ha destinato un finanziamento sulla nostra SP 54 che partirà nel 2026 e che noi come coordinamento di Forza Italia stiamo seguendo con attenzione. Ascoltando il parere dei miei compaesani sento trapelare un certo scetticismo misto a rassegnazione ed amarezza. Sarà la mia giovane età, l’ottimismo che mi contraddistingue o il forte senso di appartenenza, ma io invece ci credo ancora. Ritengo fortemente che con un progetto politico serio, aperto al dialogo con le istituzioni, si possa far rinascere Savelli. Il dialogo con Regione, Provincia e con i vari Ministeri dovrà essere continuo, perché so bene anche io che da soli non possiamo farcela. Sono però fiducioso anche tenuto conto della condizione politica vantaggiosa creatasi in un territorio crotonese che verrà rappresentato da un proprio Consigliere Regionale. Ciò non avveniva da anni. Sono tutte circostanze che Savelli può e deve sfruttare. Spero vivamente che nella prossima tornata elettorale si riesca a costruire una squadra pronta ad amministrare con dietro un forte progetto politico legato ai valori della trasparenza e della competenza.

IL RUGGITO: ultima domanda, ostica per quanto imprevedibile: come ti immagini Savelli fra venti anni?

EMILIO: domanda alquanto complicata. Beh, immagino una Savelli che viva di turismo riuscendo a sfruttare nel modo migliore possibile il proprio fantastico territorio. Però preferisco soffermarmi sulla realtà odierna tutt’altro che rosea. Le scelte prossime che faremo delineeranno certamente il paese del 2045. Personalmente, sento un gran peso addosso, rappresentando il primo partito, cercherò di fare il massimo, sperando nel futuro perché non si può e deve fare altro. Ci troviamo davvero di fronte a un bivio: vivere o morire. Sono però fortemente convinto che Savelli continuerà a vivere!

Parola di Emilio Pio Bossio, il fuoriclasse savellese con lo sguardo proiettato verso il futuro…