UMBERTO ROSSINI – ALLA RICERCA DEL TUONO
Fra le storie di giovani savellesi capaci di mettersi in mostra sulla scia di attitudini fra loro polivalenti, quella di Umberto Rossini si inserisce sicuramente nel novero dei racconti in grado di esprimere il lato più puro di qualità autentiche messe al servizio di un talento innato e cristallino.
Nato a San Giovanni in Fiore il 30 luglio 1999 e residente a Savelli, figlio di Enrico Rossini e Chiara Torcasso, nipote d’arte di un nonno, quello paterno, che a Savelli è stato personaggio autorevole di cui porta orgogliosamente il nome, Umberto è il tipico esempio di ragazzo visceralmente legato alle proprie origini che, lungo il sentiero di un’identità che non conosce ostacoli, intende affermarsi nel paese di appartenenza.
La sua storia è il volto futuribile di una Savelli che preserva, nonostante una desertificazione demografica latente, il senso di profonda ammirazione che sa suscitare un esponente della nuova generazione in grado di regalare curiosità ed interesse allorché ci si accosta per scambiare con lui quattro chiacchiere o anche solo un saluto.
Un animo gentile ed educato quello di Umberto, un ragazzo d’altri tempi, in un tempo in cui il suo atteggiamento, composto, ma deciso, è la classica nota lieta di un contesto nel quale riescono a trovare ancora spazio queste poche eccezioni.
IL RUGGITO: sono tanti i progetti che ti vedono protagonista, su più fronti. Chi è oggi Umberto Rossini e cosa vuole fare da grande?
UMBERTO: sono un giovane, cresciuto a Savelli che attualmente è impegnato nello studio del corso di laurea in Biotecnologie all’Università della Calabria. Coltivo, fin da piccolo, una grande passione per la meteorologia e l’astronomia. Da anni, infatti, mi dedico alla divulgazione scientifica presso il Parco Astronomico Lilio, cercando di coniugare due discipline che, pur essendo apparentemente distanti, sono entrambe ricche di fascino. In futuro, mi piacerebbe approfondire questi campi, soprattutto l’esobiologia, che rappresenta un punto d’incontro tra le mie passioni.
IL RUGGITO: molteplici interessi, dunque, in un contorno intriso di talento e poliedricità. Quali sono le emozioni legate a ciascuna delle tue attività?
UMBERTO: le mie passioni, seppur diverse, nascono da un amore profondo per il creato, un sentimento che mi ha sempre spinto a voler esplorare e cercare di capire tutto ciò che mi circonda. Fin da bambino, mi ha affascinato il mistero dietro fenomeni come la crescita di un fiore, la formazione di un fulmine o il movimento degli astri. Questi interrogativi suscitano in me un senso di umiltà e meraviglia. Sia le biotecnologie che l’astronomia mi pongono di fronte a sfide intellettuali che ampliano i confini della comprensione umana. Da un lato, l’astronomia mi porta a riflettere sull’infinitamente grande, mentre le biotecnologie mi conducono nell’universo dell’infinitamente piccolo. Ogni giorno queste discipline mi insegnano a rispettare la complessità e la bellezza dell’universo e, con profonda umiltà, alimentano il mio desiderio inesauribile di conoscere e scoprire.
IL RUGGITO: guardando al futuro, quali sono gli obiettivi che ti prefiggi di raggiungere? Quali invece gli aspetti su cui ritieni di poter e dover migliorare?
UMBERTO: desidero ampliare le mie competenze nei settori che più mi appassionano, come le biotecnologie, la meteorologia e l’astronomia. Per farlo, intendo migliorare le mie abilità scientifiche e la mia capacità di lavorare in contesti complessi così da poter contribuire in modo significativo ai progetti che ritengo cruciali per il mio sviluppo personale e professionale. Sono consapevole di dover potenziare le mie capacità organizzative per riuscire a realizzare appieno le mie aspirazioni.
IL RUGGITO: a queste latitudini, il più classico dei luoghi comuni è quello di giovani che desistono dall’intraprendere qualsiasi iniziativa. Come credi si possa invertire questa tendenza?
UMBERTO: costruirsi un percorso in questa terra è estremamente difficile e il mio ultimo progetto ne è un chiaro esempio. Tra febbraio e marzo scorsi, insieme a due amici, abbiamo avviato un’iniziativa per costruire una baita in legno, dotata di una stazione meteorologica all’avanguardia e di un binocolo osservativo per ammirare la parte orientale di Savelli. Tutto ciò sarebbe stato messo a disposizione di tutti per poter divulgare e comprendere la meteorologia oltre che per contribuire a un sistema di raccolta dati europeo. Avevamo scelto un luogo trascurato, infestato da rifiuti, per dare nuova vita a una zona abbandonata, (al di sotto del boschetto). Nonostante il nostro impegno e il lavoro quasi ultimato, siamo stati costretti a rimuovere la struttura, dopo tanti lavori e sacrifici personali. Savelli è spesso caratterizzata da personalismi e rivalità, molti cercano di prevalere sugli altri e di ottenere meriti a tutti i costi. Inoltre, la politica locale si è dimostrata inefficace; nessuno ha fatto uno sforzo concreto per risolvere il problema e supportare il nostro progetto. Questo caso evidenzia un problema più ampio: i politici dovrebbero avere la saggezza di sostenere i giovani nella creazione del loro percorso, promuovendo iniziative che possano arricchire la comunità e valorizzare il talento locale. È triste vedere tanti miei coetanei lasciare la propria terra in cerca di opportunità altrove. Per cambiare questa situazione, è fondamentale che le istituzioni e la comunità sostengano con decisione i progetti innovativi e offrano un ambiente fertile per la crescita.
IL RUGGITO: quali sono invece, a tuo avviso, le opportunità e le sensazioni che può regalare un territorio come il nostro?
UMBERTO: Savelli, immersa nel vasto altopiano silano, offre esperienze uniche, a contatto con la natura incontaminata e una serenità difficile da trovare altrove. Le sue distese verdi e i paesaggi spettacolari permettono a chi vive o visita questi luoghi di riconnettersi con un ambiente autentico e rilassante. Le potenzialità del territorio sono molteplici: dal turismo sostenibile, al trekking, alle escursioni, alla valorizzazione dei prodotti locali e delle tradizioni culturali. Il locale Parco Astronomico, che attrae molti visitatori, potrebbe essere un volano per il turismo, ma servono investimenti e miglioramenti infrastrutturali per rendere il territorio più accogliente e, ad esempio, mettere in campo ipotesi concrete per ampliare l’attuale offerta di strutture ricettive operanti in loco. Una comunità unita potrebbe trasformare queste potenzialità in realtà.
IL RUGGITO: nel tuo quotidiano viaggio, fra Savelli e dintorni, avrai certamente modo di assaporare emozioni diverse. Quali?
UMBERTO: ogni giorno, muovendomi tra Savelli e i suoi dintorni, provo sentimenti contrastanti. Da un lato, sento un profondo legame con questa terra, apprezzo la sua autenticità, la lentezza della vita e la genuinità delle relazioni umane. Dall’altro, provo frustrazione per le occasioni perse, le infrastrutture carenti e l’inerzia che a volte sembra bloccare ogni possibilità di cambiamento. Questi sentimenti opposti creano in me un mix di speranza e disillusione, di desiderio di migliorare le cose e consapevolezza delle difficoltà da affrontare.
IL RUGGITO: la Savelli di oggi. Come è la vita di tutti i giorni in paese? Quali sono a tuo avviso le potenzialità e quali invece le debolezze del contesto paesano odierno?
UMBERTO: oggi, Savelli appare meno vivace rispetto al passato; molte attività si sono ridotte e le opportunità per i giovani sono limitate. Tuttavia, il paese mantiene alcuni punti di forza, come la posizione geografica e la volontà di alcuni di fare la differenza. Le debolezze principali riguardano la mancanza di supporto istituzionale e di iniziative che guardino al lungo termine. Solo un maggiore e serio impegno comune può trasformare le potenzialità in realtà concrete.
IL RUGGITO: il paese in cui sei cresciuto e quella che ti ritrovi a vivere adesso. Quali, le differenze?
UMBERTO: la Savelli della mia infanzia era un luogo più animato, ricco di tradizioni fervide e di iniziative comunitarie continue. Oggi, molte di quelle tradizioni si sono affievolite e il paese è meno attivo, anche se il patrimonio naturale rimane inalterato e rappresenta ancora una risorsa preziosa a cui poter potenzialmente attingere. Ma, come detto, servirebbe una maggiore e più condivisa volontà di trasformare questa ricchezza in opportunità concrete. A voler essere ottimisti, la Savelli di allora potrebbe comunque restare solo un ricordo, ma alcuni spazi per fare meglio restano ancora oggi inesplorati.
IL RUGGITO: come ti immagini Savelli fra vent’anni? Quali ritieni siano le leve da azionare per invertire realmente la rotta?
UMBERTO: immaginare Savelli fra vent’anni è difficile, soprattutto se non si interviene concretamente per evitarne il declino. Senza opportunità di lavoro e sviluppo per i giovani, il rischio è che diventi un borgo sempre più spopolato. Occorre puntare su progetti sostenibili, come la valorizzazione della castagna o il turismo naturalistico, per creare nuove opportunità economiche e attrarre visitatori, contribuendo a rivitalizzare il territorio e l’intera comunità.
Parola di Umberto Rossini, il giovane savellese alla continua ricerca del tuono…

Complimenti al ruggito che sempre si distingue, secondo me un grande giornalista della grande stampa e ad un ragazzo educato rispettoso e in gamba