27 MARZO 2026 – BUON COMPLEANNO SAVELLI

Una coltre bianca nevosa di tipico stampo invernale ha fatto da cornice, sin dalle prime luci dell’alba, su un paesaggio savellese come sempre ricco di fascino, tanto più in questo giorno di festa in cui il paese celebra il 388esimo anniversario dalla sua nascita.

Quella del 27 marzo è come sempre una data suggestiva per tutti coloro che Savelli se lo portano dentro, non solo per origine ed appartenenza, fino al profondo del cuore.

Per i pochi residenti rimasti, baluardi imprescindibili, chiamati a dimenarsi, oggi più di ieri, nelle criticità ataviche che decenni di spopolamento demografico si sono progressivamente portati appresso.

Per i savellesi lontani, custodi nostalgici di un passato che fa sentire comunque la propria voce, pulsante ed incessante, anche da distanze proibitive.

Per tutti quelli che questo paese lo hanno vissuto, lo vivono, lo visitano, lo hanno intravisto anche solo di passaggio o che lo hanno percorso anche per una volta sola restandone comunque catturati, nel bene e nel male.

Il giorno di festa odierna assume ancora più importanza per il centro abitato e la sua più stretta attualità: un contesto in cui i concetti di comunità e speranza appaiono illusioni talvolta difficili anche solo da immaginare.

Ed è proprio un messaggio di fiducia che credo debba invece orientare ogni riflessione su questo giorno, quella sul tempo oramai trascorso e, ancor di più, quella sul tempo che auspicabilmente sarà ancora da vivere.

Più che un interrogativo sul passato che aggiunge un pizzico di ulteriore nostalgia all’idea di un paese che è presumibile non possa mai più ritornare ai fasti di un tempo, il futuro dovrà essere quindi l’orizzonte rispetto al quale investire ogni residua energia.

Da parte di tutti, nessuno escluso, con necessaria forza dirompente ed innovativa, mettendo da parte quei meri calcoli egoistici che come poi la storia ci ha insegnato finiscono per ritorcersi negativamente un po’ su tutti, sicuramente su tutto.

L’augurio che si può dare al paese, al mio paese, è proprio questo: indirizzare ogni sforzo comune nella direzione di preservare, per quanto possibile, quello che ancora resta.

Sperando che poi l’avvenire possa comunque essere foriero di elementi di positività tali da sovvertire, per quanto possibile, quella che sembra l’inesorabile tendenza di oggi e di un destino già segnato.

Ci sarà bisogno di idee e forti in grado di camminare anche oltre le contingenze critiche della quotidianità, poggiandosi sulla tempra comunque inossidabile di questa gente di montagna.

In altri tempi, oramai trascorsi, si sarebbe potuto discutere di ogni percorso di sviluppo possibile teso a portare avanti un discorso identitario e propositivo. Oggi riproporre certi discorsi sarebbe pura utopia anacronistica.

Per questo l’augurio è quello di potersi ritrovare a festeggiare la Savelli del 2038 raccontando ancora di un paese che, pur arrancando fra mille difficoltà, sia comunque in grado di non mancare un altro grande appuntamento della propria storia.

27 marzo 2026: buon compleanno Savelli….