ARRIVEDERCI MAESTRO

 

Come ho avuto modo di dire un po’ a tutti, te compreso, l’atto con cui ho dovuto gioco forza “collocarti” in pensione è stato, senza alcun dubbio, quello che, in questi anni, mi ha più emozionato.

Nel corso della mia esperienza professionale, molti sono stati i momenti ricchi di trepidazione, pathos oltre che di coinvolgimento autentico.

D’altronde, chi meglio di te, può saperlo?.

Sono certo però che nessuno mi sia “costato” così tanto dal punto di vista emotivo.

Anche se “determina senza impegno”, in quel preciso istante, è come se una parte di me, quella legata ai ricordi lavorativi più belli ed intensi, accompagnata da una mal celata commozione, si fosse fieramente e nostalgicamente fatta strada.

Ed è stato un turbinio di emozioni, le stesse che provo in questo giorno, il tuo ultimo giorno in servizio, prima delle meritate ferie e della agognata pensione.

Dovrei e potrei dirti grazie, ma sarebbe troppo semplice e scontato.

Potrei ancora dirti che, se oggi professionalmente sono quel che sono, molto, quasi tutto, lo devo a te.

Senza giri di parole, voglio semplicemente dirti: grazie Maestro.

Perché se, per qualcuno, sei un semplice Ragioniere di un Comune di provincia, per tanti sei il Prof., per me sei e resterai pur sempre un Maestro, di professione e di vita.

Ricordo, come se fosse oggi, quando appena assunto, mi sono letteralmente catapultato sulla tua scrivania.

Fra le tante intuizioni avute nel corso di questi anni è stata, senza ombra di dubbio, la migliore.

Era un tavolo pieno zeppo, come sempre, di carte e di scartoffie, di faldoni e di adempimenti, di voglia di mettersi in gioco e del dover rispettare una scadenza, di voler concludere un adempimento e del dover tutelare l’ente, di risolvere un problema come di cercare ostinatamente una soluzione.

Potrei raccontarne migliaia di aneddoti; in fondo, tu sai bene quante ne abbiamo passate insieme.

Potrei dire di ore e ore trascorse a far quadrare i conti, di attimi infiniti passati a preparare atti e documenti, di mattinate intere volate via nel mezzo di letture e di estenuanti normative, di pomeriggi vissuti intorno ad un partitario, di confronti continui e quasi morbosi sulla sorte di questo o di quell’altro residuo.

Con te ho condiviso la gioia di una “quadratura” finalmente trovata, l’ansia e la tensione per una scadenza che arriva incombente, un passaggio contabile da dover interpretare, la soddisfazione di una soluzione auspicata e finalmente trovata.

Insieme abbiamo riso, gioito, parlato, ci siamo confrontati e persino scontrati.

Ma una cosa è certa: è stato un onore averti avuto vicino, aver potuto fare tesoro dei tuoi insegnamenti e dei tuoi preziosi suggerimenti.

Così come è stato un piacere avere a che fare con te, nella vita di tutti i giorni oltre che a lavoro.

Perché, in questo tempo andato, sei stato guida preziosa e riferimento costante, barra dritta prodiga di consigli, una casa sempre aperta, sei stato il mio Roma- Barcellona, un perenne e rassicurante “Tonio non preoccuparti che facciamo tutto”.

Adesso che sei dall’altra parte, non sarà facile sostituirti. Perché, neanche il migliore dei nuovi, fosse anche un manager di comprovata competenza, potrà mai lontanamente accostarsi al tuo cospetto né, tantomeno, imitare il tuo spirito.

Quello propositivo ed autentico di chi il Comune lo ha vissuto nel modo migliore, quello tremendamente moderno di un “vecchio” che è e resterà per sempre giovane.

A proposito, adesso, ti consiglio di non prendere comunque impegni.

Anche se sei in pensione, sono certo di poter contare ancora su di te, in caso di bisogno, perché, per me, resti pur sempre il migliore.

Ci conto, come il primo giorno, come sempre, in tutti questi anni.

Arrivederci Maestro…