107 ANNI – ZA MARATIRESA
Nella giornata di ieri, 22 gennaio 2020, Maria Teresa Capalbo, meglio nota come “za Maratiresa” ha spento la candelina numero 107.
Una ricorrenza speciale per l’arzilla nonnina savellese che ha festeggiato il prestigioso traguardo raggiunto, circondata dall’affetto di familiari e conoscenti, presso il “Savelli Hospital”, struttura residenziale sanitaria nella quale è attualmente ospite.
Unica ultracentenaria ancora in vita a Savelli, zia Maria Teresa è simbolo di una tempra destinata ad entrare nella storia del nostro paese, atteso che ad oggi rappresenta, senza alcun dubbio, testimonianza di longevità autentica annoverabile fra i primati dell’attualità nostrana.
Classe 1913, Maria Teresa è madre di cinque figli (di cui quattro viventi), cresciuti principalmente a “pane e farina” sotto la supervisione di questa Donna di altri tempi che, nello storico panificio di paese, ha svolto, con la risolutezza che da sempre l’ha contraddistinta, l’impagabile professione di “furnara”.
Sposatasi giovane e rimasta prematuramente vedova, Maria Teresa è esempio di una vita portata avanti con la costanza della gente umile, capace di resistere di petto alle difficoltà e di trasformare le insidie in opportunità attraverso le quali affrontare l’incedere dell’esistenza quotidiana.
Una vita affrontata con coraggio e tenacia, accompagnata da una sana alimentazione fatta di “patate e surache”, come lei stessa ci tiene a precisare, sfruttando il lato buono e solo apparentemente più deficitario di un’epoca in cui quando la carne arrivava a tavola… era un giorno di festa.
Colonna portante della sua grande famiglia, a renderle omaggio nel giorno del suo 107mo compleanno c’è stato l’affetto dei familiari (figli, nipoti e pronipoti), ma anche un nutrito numero di compaesani che hanno voluto starle accanto in quello che è stato un giorno di festa e di riflessione per l’intera comunità savellese.
A fare da cornice la sempre accogliente location della residenza sanitaria locale, fra i pochi fiori all’occhiello del nostro centro abitato, dove a Maria Teresa è stata riservata una cerimonia sobria, degna della ricorrenza.
Balli e canti della tradizione savellese, l’intervento del Sindaco di Savelli, l’affetto di tutti i partecipanti, la consegna di due targhe ricordo da parte dell’Amministrazione comunale e della direzione della stessa struttura i momenti più degni di nota di una giornata da ascrivere, in ogni caso, alla voce “eventi da ricordare”.
Oltremodo lucida e sorridente, pronta a mostrarsi con uno spirito da sempre posseduto che lo scorrere degli anni non sembra aver affatto scalfito, zia Maria Teresa incarna, infatti, una di quelle storie a cui accostarsi con la fierezza che, ancora oggi, traspare nel suo volto rigorosamente “made in Savelli”.
Standole accanto, ascoltando gli aneddoti che racconta e che trasudano ovviamente di vissuto se, da un lato, a riproporsi sono inevitabilmente considerazioni connesse all’inesorabile trascorrere dal tempo, dall’altro, emergono forti i tratti di una personalità verace che esterna il senso di una vita portata avanti con la schiena sempre dritta ed a testa indissolubilmente alta.
Una vita fatta, appunto, di capisaldi che sanno di sacrifici, di lavoro, di senso di famiglia e di legame con il paese e con le tradizioni più radicate.
Al cui interno, emergono ancora oggi valori, personali e familiari, ben solidi ed autentici che trovano esplicazione tanto nelle abitudini di vita quanto nel volersi sempre sentire parte attiva del vivere paesano e di un senso di cittadinanza tradottosi in un’appartenenza alla “cultura della terra” e del sentirsi “comunista” ben oltre ogni lecita immaginazione.
Trascorso questo giorno da record, “za Maratiresa” si appresta ora a tornare alla propria “normalità”, consapevole di far parte oramai a pieno titolo della storia savellese in quanto esempio di vita che esprime il senso più autentico di un costume paesano destinato ad essere comunque tramandato.
