FORZA CROTONE, NON MOLLARE

Come se non bastassero gli effetti di una pandemia che ha già messo in ginocchio la fragile economia locale, tormentando, ulteriormente, un tessuto sociale già di per sé precario, Crotone si è risvegliata, nelle prime ore della mattinata odierna, letteralmente flagellata dal maltempo.

Le incessanti piogge torrenziali (200 mm di acqua caduta, copiosa, in meno di un’ora) in una giornata destinata ad essere annoverata fra le pagine più tristi della storia recente della città di Pitagora, ripropongono, angosciosamente, i momenti vissuti in quel drammatico 14 ottobre 1996, data dell’alluvione in cui persero la vita sei figli di un territorio messo in ginocchio proprio alle porte del nuovo Millennio.

Mentre dalle prime informazioni disponibili sembra essere fortunatamente scongiurato il pericolo di vittime, purtroppo sempre incombente in situazioni eccezionali come quella in corso, i danni e le criticità riscontrate, tuttora presenti in alcune zone della città, raccontano di un contesto alluvionale di ampia portata, in linea se non oltre con quello del 1996.

Allagamenti negli scantinati ed ai piani più bassi di abitazioni ed esercizi commerciali, strade invase da fango e detriti, negozi letteralmente distrutti, macchine trasportate via da un’autentica piena d’acqua, persone in salvo solo grazie al tempestivo intervento della macchina dei soccorsi.

Sono queste le immagini che imprimono, dolorosamente, i tratti di un fenomeno naturale con cui da queste parti ci si augurava di non dover avere più che a fare.

Le istantanee dei social, i comunicati di allarme ed allerta diramati dalle autorità competenti determinano, invece, uno stato di emergenza delicato per quanto duro da sopportare.

Mentre, infatti, il maltempo non sembra voler concedere una tregua e le previsioni lasciano tutt’altro che tranquilli, fra chi è costretto a fare i conti con i disagi e le difficoltà del momento e chi è alla prese con la più classica e disperata “conta dei danni”, la situazione è definibile come quantomeno drammatica.

Tanto che, in attesa di delineare un quadro più esaustivo, sperando di non dover ulteriormente aggiornare l’elenco delle situazioni critiche da registrare nelle diverse parti del territorio comunale, unica cosa che resta da fare è quella di sperare che tutto possa risolversi per il meglio, almeno per quanto riguarda l’incolumità delle persone, specie per quelle che abitano nei contesti più tradizionalmente esposti e per questo ancora più a rischio.

Restare a casa, evitare gli spostamenti superflui, affidarsi agli interventi della macchina dei soccorsi che, per quanto possibile, è operativa fin dalle prime luci dell’alba, rappresentano gli unici accorgimenti con cui accostarsi rispetto ad una circostanza che coinvolge e sconvolge, a vario titolo, tutta la comunità cittadina.

Stringersi idealmente in maniera condivisa e comune, far emergere un benefico sentimento di solidarietà e comprensione collettiva, schierarsi al fianco di chi ha già visto andare letteralmente in fumo i sacrifici di una vita, essere il più possibile razionali dinnanzi al pericolo, le armi a cui attingere per cercare di fronteggiare, per quanto possibile, queste ore angosciosamente trascorse e quelle che ci apprestiamo ad affrontare con altrettanta apprensione ed attenzione a livelli massimi.

Il “dopo” dovrà e potrà essere di encomiabile reazione, ancora una volta, solo se tutti quanti insieme sapremo ritrovare e mettere a disposizione il senso autentico di una comunità che può e deve, in questo frangente più che mai, fare ricorso al suo volto migliore, quello più costruttivo, solidale ed operosamente orientato a far fronte comune al cospetto di tali difficoltà.

Il momento è di quelli che mettono a dura prova, ma Crotone, anche questa Crotone, dispone di tutti i mezzi per non soccombere e rialzarsi, il prima possibile.

Forza Crotone mia, resisti e non mollare…