VIAGGIO IN SICILIA – SULLE TRACCE DI MONTALBANO
La consueta e personale parentesi vacanziera di giugno, in controtendenza rispetto al passato, mi ha stavolta portato verso Sud, in quella terra splendidamente ricca di fascino che è la Sicilia.
Il viaggio di quest’anno, in compagnia di quello che può essere tranquillamente ribattezzato come il gruppo vacanziero “Madama Blu” (chi sa capirà), ha avuto infatti quale estasiante cornice la parte sud orientale dell’Isola e la val di Noto.
Non era ovviamente la prima volta che mi recavo in terra sicula.
Per consolidati affetti familiari, sono stato più volte a Ragusa e dintorni, mentre in pregressi viaggi di piacere mi sono accostato alla gradevole effervescenza di Catania ed alla coinvolgente atmosfera di Palermo, nella mia ideale classifica, fra le più belle città della penisola.
Tuttavia, nel solco di una location che sa sempre regalare emozioni, rinverdire amabili sensazioni e concedere stimoli sempre nuovi, questo viaggio in Sicilia va, senza alcun dubbio, etichettato alla voce “viaggi da raccontare”.
Sarà difficile raccogliere tutti gli odori percepiti, i colori ammirati, le fragranze assaporate, atteso che la Sicilia, da questo punto di vista, sarebbe capace di regalare pagine e pagine di un racconto che avrebbe difficilmente fine.
Ci provo, ripercorrendo, in sintesi, ogni singola tappa di quest’ultimo soggiorno.
Che parte, ovviamente, dal traghetto, il classico mezzo sul quale attraversare lo stretto, fra Scilla e Cariddi, magari in compagnia di un arancino che, anche in tempi di diete, vale, idealmente e non solo, l’ingresso nella dimensione siciliana.
E che si muove poi lungo paesaggi estasianti, per quanto eterogenei, in grado di riempire gli occhi e riconciliare con il senso del bello e del piacevole.
Rientra in tale dimensione, la rigenerante atmosfera di Marina di Modica, località accuratamente scelta, devo aggiungere in maniera azzeccata, per trascorre 2-3 giorni all’insegna del mare e di quella tranquillità rigorosamente lontana dagli eccessi di una movida per il momento solo accennata.
Della ridente località marina ricorderò, appunto, il mare, l’efficienza dei servizi offerti dai lidi, la rilassatezza della struttura ricettiva ospitante e, dulcis in fundo, l’impagabile sensazione della colazione, vista mare, con tanto di granita e brioche.
Full immersion di carattere culturale, unita a migliaia di passi percorsi sotto un cocente sole di stampo quasi africano, sono state invece le direttrici lungo le quali sono avvenute le splendide escursioni in quel di Scicli, Modica e Ragusa Ibla.
Concentratesi, tutte, in un sabato vacanziero intenso, ma inestimabile, valso l’accostamento all’imponente patrimonio artistico dei luoghi visitati, del benessere fisico (mai camminato così tanto) e, aspetto non secondario, delle bontà gastronomiche siciliane.
Il cannolo a merenda, così come il pranzo guarnito dai tipici sapori di Modica, per finire alla splendida rimpatriata ragusana, made in Zia Gina, sono stati così i momenti rifocillanti di una giornata a tinte naturalmente barocche.
Un mix di colori e di imponenza, partito da Scicli, il paese di Montalbano e del commissariato più famoso d’Italia, proseguito a Modica, con tanto di pit stop culinario e conclusosi nella sempre affascinante Ragusa Ibla.
Muovendosi fra i frutti migliori del barocco siciliano, fra palazzi e costruzioni architettoniche di indubbio spessore, la Sicilia mi ha quindi rivelato un volto che solo in parte avevo avuto modo di apprezzare.
Una scoperta entusiasmante, ulteriormente rinvigorita, nel corso dell’ultimo giorno di soggiorno dalle visite in quel di Marzamemi, borgo marinaro di fascino autentico e di Noto, una cittadina che se dovessi usare un aggettivo per descrivere definirei insospettabilmente imperiale.
Il viaggio verso l’aeroporto di Catania, la separazione dai miei compagni di avventura, il tragitto inverso per il ritorno in Calabria, le ultime tappe, comprensibilmente nostalgiche, di un itinerario che sarebbe stato intrigante da poter prolungare.
In alternativa, non resta che darsi un nuovo appuntamento, in un futuro poi non tanto distante, per ammirare quella terra già ampiamente apprezzata, ma che sarà certamente un piacere rivisitare per cogliere, c’è da starne certi, nuove attrazioni.
