IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE
Quando un amico in comune mi ha proposto l’idea di realizzare la classica intervista a Mario Sposato, ho creduto di dovermi porre al cospetto di uno stimato imprenditore del settore turistico (il Lido degli Scogli di Crotone, struttura di famiglia, è rinomata anche a livello nazionale) con l’hobby e la passione per l’arte.
L’iniziale convinzione si è rivelata decisamente lontana dalla realtà. Ben presto, infatti, il mio interlocutore si è dimostrato artista a tutto tondo, animato da un’insospettabile vocazione che emerge fin dalle prime battute della nostra conversazione.
Nel cercare di raccontare le sue opere, recensite dai più grandi critici del settore, di Sposato voglio descrivere il lato che più impressiona quando ci si accosta al suo universo: la spontanea propensione ad esplicitare la propria arte ed a renderla quanto mai viva ed attuale.
La capacità di esprimere una inclinazione innata risalta subito dopo un primo contatto con il suo mondo. Quel mondo collocato proprio all’interno della struttura che abbina ad un lato gastronomico, ricettivo e ricreativo già conosciuto la veste di “museo permanente”, in cui la mostra “Passato al Futuro” coglie l’accattivante suggestione che emanano le opere esposte.
La verve creativa di Mario Sposato parte da lontano. “Anche se il lavoro di imprenditore occupa gran parte del mio tempo, il desiderio di trasmettere un messaggio attraverso l’arte ha da sempre contraddistinto la mia vita”.
È un evento tragico, la prematura scomparsa del fratello Pino, a risvegliare, tuttavia, nel 2009, un talento, posseduto fin da bambino, che spazia in ambiti eterogenei: costruzione artigianale, riciclo, pittura, scultura e collage.
In un panorama così variegato, il suo mappamondo cibernetico, la sua Italia elettronica, la sua famiglia di attrezzi da caffè connotano una prospettiva estasiante e “sostenibile”.
“L’arte mi da l’opportunità di regalare emozioni e fare al contempo qualcosa di buono”, sostiene l’artista che, attraverso una continua esplorazione, esprime una produzione eclettica e polivalente che è riduttivo racchiudere in un canovaccio ben definito.
Se il riciclo di materiali e di oggetti di uso quotidiano vale, infatti, a far rivivere circuiti elettronici in disuso e a ridare nuova linfa ad un tronco lasciato sulla spiaggia, il “cosmo” di Sposato è interamente costellato di magiche invenzioni: ombrelli colorati che tappezzano il soffitto, cuori in tutte le versioni pieni di lancette, per finire a splendidi esempi di creatività (come L’uomo di latta del Mago di Oz) o di tecnica mista (come Fine di un amore).
Fra le opere più famose, anche una linea di gioielli realizzata insieme all’orafo Peppe Spadafora. Trenta preziosi che riassemblano vecchi orologi e che arricchiscono “Una passione senza tempo”, prestigiosa collezione in cui si incontrano, in un idilliaco connubio, le creazioni di Sposato ed un’arte orafa sangiovannese che si tramanda da generazioni.
I gioielli, indossati anche sul set di “Viva l’Italia” e di “Felici e confusi” (il cui cast annovera fra gli altri Claudio Bisio, Rocco Papaleo e Sabrina Guzzanti) come le altre opere, riflettono la condanna ad ogni forma di inquinamento, un deciso “no alla droga”, l’incessante riproposizione di una “strada dell’amore” che non ha mai fine, la voglia di far rivivere il proprio vissuto, il riscatto del contesto geografico, Crotone e la Calabria, in cui sono ambientate.
In altre parole, l’arte di Sposato raffigura il “personaggio Sposato”, la sua umiltà, il senso di un’esistenza costruita dal basso ed impreziosita da elementi umani di indubbio spessore.
Quello stesso spessore già familiare a personaggi famosi del mondo dello spettacolo e che si prepara a catturare altri estimatori. “L’arte mi ha permesso di entrare in contatto con molti amici famosi che apprezzano le mie opere”.
Tra gli altri, “il regista e attore Massimiliano Bruno, il nostro conterraneo Sergio Cammariere, Elenoire Casalegno ed il giornalista Sky Antonino Nucera sono quelli che ritornano spesso a farmi visita nella nostra Crotone”.
In attesa di quel che sarà, i traguardi raggiunti evidenziano una dimensione consolidata che va rinvigorendosi al pari di una continuità espressiva che non conosce soste.
Sulla scia di un solco che porta dritto verso la definitiva consacrazione, il prossimo palcoscenico è quanto di più autorevole ci si potesse attendere.
Da oggi fino al 31 ottobre prossimo, infatti, “Passato al Futuro” sarà in mostra presso la “Silbergallery” di Roma.
Nell’ambito della rassegna, dedicata alla memoria del compianto fratello, il “vernissage” di apertura, previsto per la giornata odierna, annovera ospiti illustri quali Enrico Crispolti (Storico e critico d’arte), Giuseppe Manica (Dirigente Culturale del Ministero degli Affari Esteri) e Antonello Savaglio (Accademico Cosentino).
Anche a questo evento, Mario Sposato si prepara con la circospezione e la consapevolezza di chi ha le idee chiare.
“Riproporre nuovamente le mie opere a Roma rappresenta un altro sogno che si realizza. In un contesto così prestigioso, mi presento con la gioia di poter rendere fruibile e godibile, al grande pubblico, la mia arte. Spero di saper entusiasmare coloro che intenderanno accostarsi ad essa.”
Toccherà agli esperti presenti all’iniziativa, tessere le lodi di questo artista di casa nostra sempre più proiettato verso la ribalta nazionale.
Qualcuno lo ha già accostato a Gaudì, architetto spagnolo, esponente del modernismo spagnolo.
Il paragone, audace e gratificante, dimostra che la strada è ben delineata: Roma ne rappresenta una tappa ulteriore, ma il meglio deve ancora venire.
