IL RUGGITO DI ANNATA: BUON 2019 A TUTTI

Fine anno, tempo di bilanci, come di consueto, un pò per tutti ed anche per questo blog che si appresta a concludere il quarto anno di attività proiettandosi al futuro con spirito rinsaldato.
Il 2018 che volge al termine ha rappresentato per il Ruggito di Ruggiero il passaggio verso la definitiva consacrazione.
Venti gli articoli pubblicati prima di quest’ultimo, la media di poco meno di due al mese.
Una quantità da “bicchiere mezzo vuoto” se vista dalla prospettiva che ci si poteva certamente ritagliare qualche scampolo di tempo in più da dedicare all’hobby preferito.
Una produzione che vale, invece, un complimento a me stesso (giusto per entrare nella stanza della propria autostima) perché anche in questo 2018 il Ruggito ha raggiunto il proprio obiettivo: raccontare una verità, la mia verità, in maniera libera, critica ed incondizionata.
Tematiche diverse, come è giusto che fosse visto il taglio dato sin dall’inizio a questo spazio virtuale, hanno così impresso i tratti di una cornice densa di emozioni contrastanti.
Il 2018 è coinciso prima di tutto, ahimè, con uno dei momenti più tristi della storia recente di Savelli: la prematura ed improvvisa scomparsa di Giuseppe Chiarello.
Il Ruggito ha raccontato questo evento, nefasto, con le struggenti emozioni che lo hanno accompagnato: cordoglio, commozione, impotenza, angoscia e rabbia.
Con sentimenti, per quanto possibile, diametralmente opposti, orientati al voler rendere omaggio alla memoria di Giuseppe, il Ruggito 2018 ha dedicato spazio anche alla costituzione del “Roma Club Giuseppe Chiarello” di Savelli per il quale, anche nel 2019 che sta per arrivare, sono attese importanti novità.
Gli altri argomenti trattati sono stati perlopiù dedicati, come da tradizione, a politica, sport ed attualità.
Il 2018 è stato, infatti, l’anno delle elezioni politiche nazionali, alle quali questo blog ha dedicato il giusto spazio senza tuttavia eccessi di sorta nel pieno solco di una competizione che non ha certo brillato per contenuti sui quali confrontarsi.
L’anno quasi trascorso è stato anche quello delle elezioni comunali in quella Savelli che fa sempre da sfondo alla mia vita e, di riflesso, a questo spazio virtuale.
A sugello di una provvidenziale e consolidata indipendenza dalla politica locale, le elezioni savellesi sono state raccontate dando voce ai protagonisti e riportando pedissequamente la cronaca di quanto accaduto.
Ci sarebbe stato molto da scrivere nel post elezioni. A dire il vero, molte sono state le bozze poi sempre cestinate, ma, in fondo, è stato meglio così.
Non esprimersi, infatti, è valso, almeno per questa volta, infinitamente di più del voler manifestare la propria opinione, pur presente e, come sempre, costruttivamente critica, con buona pace di locali tuttologi ed anestetizzatori dell’altrui pensiero.
Per la serie, a volte le parole non servono o, se preferibile, mutuando un’espressione tipicamente dialettale, la migliore parola è quella che non esce.
2018 e Ruggito hanno significato però anche il trattamento di alcuni argomenti che, per ragioni diverse, hanno comprensibilmente infiammato il dibattito dell’opinione pubblica italiana nell’anno oramai trascorso.
Fra tutti, in primis, due eventi che hanno sconquassato per la loro drammaticità la solitamente leggera parentesi agostana, il crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto scorso in quel di Genova e costato la vita a 43 persone e la tragedia del Raganello dove natura funesta ed imperizia umana si sono tradotte, pochi giorni dopo (20 agosto), in dieci vittime su territorio calabrese.
Ma Ruggito anche quest’anno, come in tutto il corso della propria storia, ha significato accostamento, prudente e il più possibile obiettivo a materie di carattere generale oramai entrate, di prepotenza, nel pour parler italico.
Immigrazione con il caso Riace ed il delitto di Macerata, politica regionale, indagini su Governatore Oliverio in primis, sono stati in tal senso i classici argomenti dai quali poter prendere spunto per dire la propria ed estendere così considerazioni di carattere più generale senza farsi trasportare dalla mediaticità dilagante che impera in ogni dove.
Azioni di Governo, presa atto della discrasia fra quanto professato e quanto attuato tipica di un mal vezzo diffusamente italiano sono stati altri spunti di cui raccontare a completamento della sfera più impegnata e critica del Ruggito.
Non sono, poi, mancate le puntatine in campo culturale, con il commento all’ultimo romanzo (La Felicità dell’Attesa) scritto dall’autore preferito, Carmine Abate, e nel campo dello spettacolo, nell’ambito del quale è da annoverare è il doveroso tributo a Van Sorrenti, artista oltre che amico di vecchia data.
Hanno completato, infine, un anno comunque intenso ed alimentato dalla risaputa passione per la scrittura i “ruggiti” a sfondo sportivo nei quali il mondo Roma, il tributo ad un campione infinito (Federer), il commento all’affare di mercato calcistico del secolo (Ronaldo) e l’accompagnamento all’ultima sfortunata stagione del Crotone in serie A sono stati gli argomenti a vario titolo toccati.
Al pari del tradizionale diario di bordo in cui ho potuto imprimere il senso di quei viaggi, più o meno prolungati, che periodicamente mi concedo per rigenerarmi e che, a parer mio, sono comunque esperienza da tramandare perchè capace di regalare momenti di confronto di indubbio spessore.
In altri termini, se il Ruggito fosse il classico giornale, questo fine anno costituirebbe l’occasione giusta per stappare una bottiglia di spumante (lo champagne è fin troppo) e brindare con i propri collaboratori e la redazione che ha reso possibile l’ottenimento di alcuni prestigiosi traguardi.
In quanto spazio virtuale, il successo del Ruggito è invece il successo di ogni suo lettore, casuale o abituale che sia, come di tutti coloro che, più o meno distrattamente, si sono accostati e continueranno ad affacciarsi a questo spazio, condividendone o meno, idee e contenuti.
A tutti loro ed a tutti voi, Buon 2019!!!
Anto continua a ruggire così!!!!!!!!! Buon anno anche a te