IL MIO SOLE IL MIO CASOLARE
L’improvvisa scomparsa di Nicola Manfredi è una di quelle notizie che, sconquassando la monotona tranquillità di un giorno di inizio estate, finiscono per far propagare il senso di cordoglio condiviso cha accomuna un’intera comunità paesana.
Nik è andato via, ieri, nella sua casa di Savelli, dove aveva fatto ritorno, da qualche giorno, per trascorrere questa parentesi estiva ed allietare, con la solita energia e la propria incessante voglia di musica, queste tiepide serate di giugno.
Ci lascia un testimonial unico di Savelli nel mondo, simbolo di identità autentica, icona di uno spirito di appartenenza tramandato, per decenni, per il tramite di musica e parole che hanno accompagnato ed accompagneranno in eterno intere generazioni di savellesi.
Ci lascia uno dei figli migliori di questa terra che nella viscerale mescolanza fra luoghi indimenticabili e nostalgie mai sopite ha saputo regalare sensazioni magiche.
Ci lascia il rappresentante più autentico della savellesità dei tempi recenti, un artista capace di alimentare, come nessuno, un’espressione musicale sempre fervida, costruita nel continuo rapporto fra emigrazione, malinconico distacco dalla terra natia ed ostinata voglia di manifestare, attraverso le proprie canzoni, l’attaccamento a certe origini mai dimenticate.
Emigrato poco più che adolescente, prima a Torino, poi in Canada ed in Veneto, Nik ha da sempre mantenuto, viscerale, il legame con la sua Savelli che ha saputo rendere, come non mai, anche la nostra Savelli.
Come tutti quei figli di questa terra splendida e maledetta, costretti a partire dai luoghi dell’infanzia, Nik ha amato Savelli contribuendo, in maniera indelebile, a tramandarla nel tempo.
Al di là dei suoi affetti familiari, del lavoro, delle sue passioni, proprio i brani ispirati al paese, le serate di piazza, le “serenate nelle notti d’agosto” rappresentano l’incommensurabile e non quantificabile patrimonio emotivo che Nicola lascia dietro di sé, specie in questo triste momento della sua dipartita terrena.
Cantautore, musicista, intrattenitore, oltre che per i successi ottenuti, a definire i quali basta il suo corposo curriculum musicale, Nicola Manfredi ha avuto il merito di saper connettere una disarmante e coinvolgente energia musicale, mettendola a disposizione di tutti i savellesi, senza distinzione alcuna.
Della sua carriera artistica resteranno veri e propri brani cult della tradizione musicale nostrana, di lui resterà ancor più vivo il ricordo di una persona sempre allegra, socievole, in grado di animare con una chitarra anche gli animi più schivi, di creare condivisione, di vivacizzare dal nulla, di aggregare con il poco.
Personalmente, come tanti altri, potrei soffermarmi su diversi momenti di socialità ed allegria vissuti con il sottofondo della voce di Nik, magari ad intonare a squarciagola i versi di “Ciao paese” o di altre sue canzoni.
Fra le tante occasioni, una in particolare la porterò sempre con me: la festa dei 30 anni del Circolo Silano, in quel di Torino, quando in terra sabauda, centinaia di savellesi, io fra quelli, si unirono, festanti, trainati dalla graffiante voce di Nicola, come nei più partecipati ritrovi paesani.
Eravamo in una “terra che dava tante cose in nome del progresso”, ma il pensiero era sempre rivolto lì, “al mio sole, al mio casolare”…
