NUOVI RICONOSCIMENTI PER IL PROF DELLE STELLE

Nuovi prestigiosi riconoscimenti per il Prof. Filippo Frontera, Astrofisico emerito dell’Università di Ferrara (UNIFE).

Il primo, in ordine di tempo, è l’“International Collaboration Award”, premio di collaborazione internazionale conferito allo stesso Prof dall’Accademia Cinese delle Scienze, in occasione del workshop, dedicato ai risultati finora ottenuti nella missione cinese “Insight-HXMT (Hard X-ray Modulation Telescope)”e svoltosi nella provincia di Guangdong.

Trattasi di un tributo scientifico autorevole che premia il lavoro portato avanti dallo scienziato, di risapute origini savellesi, e da tutto il team italiano composto da ricercatori e ricercatrici di UNIFE e dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) di Bologna al progetto di missione dell’Institute of High Energy Physics (IHEP), dell’Accademia Cinese delle Scienze (CAS) di Pechino, che ha consentito alla Cina di condurre nello spazio, per la prima volta, un satellite a raggi X.

In particolare, il gruppo di Astrofisica delle Alte energie dell’Università di Ferrara, fondato dal professor Frontera ed attualmente coordinato dal professor Piero Rosati, non solo ha partecipato alla progettazione dello strumento principale (High Energy Instrument, HE) a bordo del satellite HXMT (rinominato Insight-HXMT dopo il lancio), ma si è anche occupato della calibrazione di alcune unità di rilevazione dello strumento stesso mediante l’ausilio del laboratorio LARIX di Unife che, fortemente voluto e sviluppato sotto la responsabilità dello stesso Frontera e di importanti contributi dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), è divenuto ad oggi una facility transnazionale nell’ambito del programma europeo AHEAD.

Comprensibilmente soddisfatto dell’ennesimo risultato conseguito, Frontera racconta così i tratti di un’esperienza, arricchitasi di diverse tappe intermedie e rivelatasi appagante sia sotto il profilo della ricerca che sotto quello più strettamente personale:

Gli inizi della collaborazione italo-cinese in astronomia X, cioè in quella branca dell’astronomia che osserva dallo spazio le sorgenti astronomiche di raggi X, risalgono al 2002, quando l’Accademia delle Scienze Cinese ci invitò a discutere una partnership nel progetto HXMT. Si prevedeva infatti l’impiego di un rivelatore di raggi X di alta energia dello stesso tipo di quello volato da noi a bordo del satellite BeppoSAX. Grazie al grande successo dell’esperimento italiano, i cinesi erano molto interessati ad avere il nostro contributo di esperienza. Dapprima fu avviata una collaborazione puramente scientifica, poi nel 2005 ricevemmo in ASI (l’Agenzia Spaziale Italiana) una delegazione dell’Agenzia spaziale cinese CNSA, che auspicava una significativa partecipazione italiana alla missione. Si discusse la possibilità di mettere a bordo del satellite uno strumento tutto italiano. Purtroppo, in seguito a una riorganizzazione del CNSA avvenuta nel 2007, il progetto non ebbe seguito, nonostante l’ASI avesse finanziato la nostra partecipazione. Invece nel 2011, una volta approvata dal CNSA la costruzione del satellite con sola strumentazione cinese, avemmo la visita di una delegazione scientifica guidata dal responsabile della missione, il professor Shuang Nan Zhang dell’IHEP di Pechino, per discutere i possibili contributi italiani ad HXMT. Fra questi contributi, considerammo la calibrazione pre-volo di parte del telescopio X di alta energia (HE) presso il laboratorio LARIX, poi effettuata nel settembre-ottobre del 2015, con finanziamento dell’ASI. Nel 2016 gli accordi tra Italia e Cina sono stati ulteriormente aggiornati e, soprattutto in considerazione della leadership nel campo astrofisico della comunità italiana grazie al satellite BeppoSAX, è stato concordato lo sfruttamento scientifico in comune della missione HXMT”.

In un corollario scientifico intriso di importanti sfide, nel giugno 2017, il professor Frontera ha anche partecipato al lancio di HXMT dalla base di Jiuquan, nella Mongolia interna e, a partire dal 2019, il gruppo di UNIFE, del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di UNIFE e dell’INAF-OAS di Bologna, congiuntamente all’IHEP di Pechino, ha effettuato osservazioni con molti risultati di grande rilievo, in parte già pubblicati ed in parte in corso di analisi dei dati.

Un successivo e più recente riconoscimento è coinciso invece con la dedica a Frontera di un asteroide da parte dell’International Astronomical Union.

Si tratta di un asteroide della fascia principale del sistema solare, 2002 AP12, che ha ricevuto il nome di 126177 Filippofrontera.

La dedica è stata ufficializzata dall’ultimo numero del Wgsbn Bulletin, il periodico della Small Body Nomenclature Working Group dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU).

È un grande onore ricevere questo riconoscimento“, ha commentato il Professore. “Un segno di immortalità non solo basato sulla carta, tramite le molte pubblicazioni scientifiche, ma anche tangibile, rappresentato da un grande masso cosmico composto da silicati e da altre sostanze sopravvissute per miliardi di anni. Pur auspicando che l’orbita di 126177 Filippofrontera non incroci mai quella terrestre, cosa per ora esclusa dall’orbita, questa dedica mi riempie di grande soddisfazione“.

L’asteroide, scoperto il 10 gennaio 2002 dall’astronomo Fabrizio Bernardi presso l’Osservatorio di Campo Imperatore, ha un diametro di circa 4,5 km e si trova nella zona del sistema solare, situata tra le orbite di Marte e di Giove, occupata da numerosi corpi di forma più o meno irregolare chiamati asteroidi o corpi minori.

Per il Prof., solo l’ultimo dei traguardi sin qui raggiunti, in una carriera costellata da molteplici approdi ed insignita da tratti scientifici di  indubbio spessore, sia a livello nazionale che internazionale.