IL RUGGITO PER L’ESTATE

Foto Papa Francesco

Il sopraggiungere della stagione estiva segna il rinfrescante cambio di look de “Il Ruggito di Ruggiero”: il template degli esordi, datati 30 settembre 2014, lascia così il passo ad una nuova veste grafica che mira ad accrescere l’appeal di questo spazio virtuale.

Tale mutamento esteriore avviene proprio nel momento in cui vanno assumendo sempre maggiore centralità i temi della comunicazione e di quel mondo digitale di cui è oramai impregnata la quotidianità di ciascuno di noi.

Non a caso, infatti, il mondo dei media, dei social network e della connettività anima il dibattito sulle prospettive di una dimensione comunicativa in continua evoluzione.

Le tematiche di tale ambito divengono così oggetto di analisi accurate tanto che, all’esame di maturità, il saggio breve sull’argomento è la traccia scelta dal 51% dei candidati e che sulla materia si registrano le riflessioni di personaggi illustri, quali Papa Francesco e Umberto Eco.

Proprio dalle considerazioni di questi ultimi, io avrei preso spunto per impostare il tema qualora fossi stato lì, ipotesi ahimè non più praticabile per evidenti questioni anagrafiche, a sostenere gli Esami di Stato.

In quella sede, quelle affermazioni le avrei passate al setaccio, approfondite, condivise ed in parte, ma solo in parte, criticate (per quanto possa permettermi di farlo).

Partendo, ovviamente, non per ordine di importanza dalla lectio magistralis di Umberto Eco, semiologo, filosofo e scrittore italiano di fama internazionale che nel ricevere, a Torino, la laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media” di carne al fuoco ne ha messa ed anche tanta, in quello che, gran parte della carta stampata, ha etichettato come “attacco a Internet”.

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».

«La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità», osserva Eco che invita, inoltre i giornali «a filtrare con un’equipe di specialisti le informazioni di internet perché nessuno è in grado di capire oggi se un sito sia attendibile o meno».

Al di là dell’intensità, più o meno condivisibile, delle espressioni utilizzate, l’essenza del discorso, non fa, a mio modesto parere, una piega.

I social sono infatti pieni zeppi di incolti che esprimono opinioni per “sentito dire” o che, incapaci di argomentare, riferiscono giudizi altrui.

“Grazie” ad Internet, infatti, tutti parlano e scrivono, troppi lo fanno senza alcuna consapevolezza e su argomenti non proprio padroneggiati; eccessiva è la smisurata diffusione della cosiddetta sindrome del “complotto” o della “bufala”.

Il tutto genera spesso confusione e non contribuisce al senso costruttivo della discussione e del confronto, tanto che gli equivoci ed i fraintendimenti sono sempre in agguato.

Tuttavia, altra faccia della medaglia è che i social, più in generale internet, sono garanzia massima di democrazia, del diritto di esprimersi e di manifestare le proprie opinioni.

Basta pertanto ascoltare solo chi ci interessa, non rispondere necessariamente a tutti, selezionare interlocutori ed argomenti mediante l’esercizio di un sano senso critico, per isolare gli “imbecilli” e non dover fare conseguentemente i conti con loro.

Un approccio simile, per così dire moderato, richiede l’accostarsi alle dichiarazioni di Papa Francesco, come di consueto intrise di alto valore spirituale e di invito alla meditazione.

Nella sua Enciclica (mi riprometto di leggerla tutta) che affronta il mondo che cambia, Francesco, Papa decisamente mediatico, mette a fuoco la sfera digitale chiedendo «uno sforzo affinché tali mezzi si traducano in un nuovo sviluppo culturale dell’umanità e non in un deterioramento della sua ricchezza più profonda».

Il Papa si occupa inoltre di information overload, il sovraccarico cognitivo che si verifica quando si ricevono troppe informazioni per riuscire a prendere una decisione o sceglierne una specifica sulla quale focalizzare l’attenzione «la vera sapienza, frutto della riflessione, del dialogo e dell’incontro generoso fra le persone, non si acquisisce con una mera accumulazione di dati che finisce per saturare e confondere, in una specie di inquinamento mentale».

Non manca infine un riferimento sulla minaccia di una presunta vita virtuale: «i mezzi attuali permettono che comunichiamo tra noi e che condividiamo conoscenze e affetti», ma gli stessi mezzi«a volte anche ci impediscono di prendere contatto diretto con l’angoscia, con il tremore, con la gioia dell’altro e con la complessità della sua esperienza personale. Per questo non dovrebbe stupire il fatto che, insieme all’opprimente offerta di questi prodotti, vada crescendo una profonda e malinconica insoddisfazione nelle relazioni interpersonali, o un dannoso isolamento».

Anche su questi aspetti, i giudizi di Bergoglio (nel testo completo l’argomento viene sviscerato abbondantemente) odorano di preziosi consigli più che di rigidi ammonimenti fini a se stessi.

Sostituire la vita reale con quella virtuale è infatti il pericolo più incombente che l’uso sfrenato della tecnologia fa pendere sulla testa di ognuno di noi.

Tener presente tale minaccia ed allontanarla convintamente, costituisce il viatico migliore per cogliere le smisurate opportunità della “rete”, condizione essenziale per reggere il passo dei tempi.

Almeno quanto lo è, comprendere che la vita, quella reale e vissuta, regala emozioni che nessuna connettività può solo farci immaginare.

Per questo, capire, percepire e tener presente la sostanziale differenza fra il materiale ed il virtuale è requisito essenziale per cogliere gli elementi positivi di una società sempre più tecnologica ed informatizzata.

Senza correre il rischio di diventare “imbecilli” ; senza doversi, per forza, farsi trasportare in un’altra dimensione…