{"id":1782,"date":"2023-09-19T08:24:29","date_gmt":"2023-09-19T06:24:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/?p=1782"},"modified":"2023-09-19T10:51:15","modified_gmt":"2023-09-19T08:51:15","slug":"gino-grande-lartista-savellese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/savelli-si-racconta\/2023\/09\/gino-grande-lartista-savellese\/","title":{"rendered":"GINO GRANDE &#8211; L\u2019ARTISTA SAVELLESE"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-Gino-Grande.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1783 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-Gino-Grande-300x284.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-Gino-Grande-300x284.jpg 300w, https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-Gino-Grande-1024x968.jpg 1024w, https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-Gino-Grande-768x726.jpg 768w, https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Foto-Gino-Grande.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Estate che volge al termine, tempo di bilanci per Gino Grande, artista e cantautore savellese che affida a \u201cSavelli si racconta\u201d i tratti salienti di un\u2019esperienza musicale per la quale, l\u2019ultima stagione, ricca di date e di eventi ravvicinati in giro per la Calabria, rappresenta solo una ricca parentesi di una carriera oramai consolidatasi nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato a Savelli l\u201911 settembre 1968, Gino scopre fin da piccolo, ai tempi della scuola materna e degli <em>Zecchini d\u2019Oro<\/em> organizzati a livello locale, il suo talento innato per la musica ed il canto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Crescendo, egli continua a coltivare la sua passione, tanto che gi\u00e0 a dieci anni, sotto la guida dell\u2019artista savellese Vincenzo Greco, inizia a frequentare le prime lezioni di chitarra e mandolino.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 proprio in quel frangente che un vero e proprio dono di natura diventa un susseguirsi di esibizioni, di serenate, di suonate in compagnia degli amici, a suon di musica leggera, ma soprattutto di musica popolare. Un percorso folgorante che lo porta, fin da ragazzo, a far parte della storica band musicale savellese \u201cGli Artigiani\u201d e pi\u00f9 in l\u00e0 ad affermarsi come un simbolo del folclore e della socialit\u00e0 paesana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 negli anni post servizio di leva (svolto nella banda musicale di Caserta), quelli dell\u2019emigrazione in Germania ed a Forl\u00ec (dove ha vissuto per 13 anni) che Gino intensifica la sua attivit\u00e0 con l\u2019incisione del primo lavoro discografico, avvenuta in quel di Torino, con una raccolta di quattordici brani musicali della tradizione savellese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle orme di Gino Gentile, autentico poeta e pioniere savellese per quel che concerne versi e musica nostrana, Grande porta quindi avanti altri lavori musicali che, a cavallo degli anni ricompresi fra il 1993 ed il 2002, hanno quale comun denominatore la rivisitazione e la proposta di autentici <em>cult<\/em> di musica popolare che affondano in radici profonde ed autentiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terminata nel 2005 la sua esperienza di emigrante in Romagna, Gino decide di far ritorno in pianta stabile a Savelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 quello il momento in cui un hobby ed una passione si trasformano in qualcosa di pi\u00f9 impegnativo, con lo studio e l\u2019approfondimento degli accordi di chitarra e mandolino che diventano ben presto attivit\u00e0 da condurre in pianta stabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realizzazione di altri due lavori musicali (2007 e 2008), la collaborazione con <em>Calabria Logos<\/em>, la calendarizzazione di serate di piano bar e musica in piazza, la presenza in eventi privati, ma soprattutto la continua ricerca di nuovi suoni e stimoli per la musica popolare savellese e calabrese sono i principali tratti di un periodo dove musica e lavoro finiscono cos\u00ec per intrecciarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono questi gli anni nei quali il repertorio artistico di Gino si arricchisce di nuovi contributi, momenti in cui, i racconti tramandati dagli anziani ed i versi di poeti savellesi, Tommaso Fazio e Giuseppe Tallarico, si trasformano in due nuovi lavori musicali, fra i quali l\u2019autentico successo<em> \u201cSavelli \u00e8 nu paise bellu assai\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il resto \u00e8 invece storia pi\u00f9 recente: la vittoria del Premio Cassiodoro (2015), la presenza in tante rassegne di musica popolare calabrese, alcune promosse da <em>Calabria Sona<\/em> (Neraithosud Festival fra tutte), la partecipazione al gemellaggio culturale Calabria \u2013 Puglia in quel di Galatone (Le), nel 2022, e per l\u2019appunto tutti gli appuntamenti estivi ricchi di momenti di intrattenimento e musica nei diversi angoli di Calabria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, un artista poliedrico Gino, capace di stare al passo con i tempi, pur mantenendo intatti i legami con le tradizioni della musica popolare per farne veicolo di promozione della Calabria in genere e di Savelli in particolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>IL RUGGITO: <\/em>partiamo subito dalla pi\u00f9 stretta attualit\u00e0. Chi \u00e8 oggi Gino Grande e cosa vuole fare nel futuro pi\u00f9 prossimo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>GINO: <\/em>sono una persona che sul piano musicale intende continuare a portare avanti quanto sin qui realizzato, sfruttando l\u2019esperienza acquisita che non vuol dire compiacersi, ma \u00e8 linfa vitale verso nuovi stimoli e nuovi obiettivi da raggiungere. Da questo punto di vista, guardare al passato con lo sguardo sempre proiettato al futuro, sono facce solo apparentemente diverse di una stessa medaglia, almeno dal mio punto di vista, per quello che io intendo debba rappresentare l\u2019arte e la musica. In questo sfondo, la musica popolare, che in un contesto ancor pi\u00f9 ampio rappresenta una vera e propria originalit\u00e0 ed eccellenza, oggi come ieri, \u00e8 continua sfida e voglia di ricercare note, di rivedere arrangiamenti, di musicare parole che animano un racconto o un vissuto di vita di tutti i giorni. Io oggi, come quando ero ragazzo, sono sempre pronto a cogliere queste sfide. Di recente, ho attivato una serie di canali social (<em>Facebook, Instagram e Tik Tok<\/em>) perch\u00e9 li reputo i nuovi mezzi per far tramandare, in chiave moderna, alcune tradizioni musicali. Inoltre, sono pronto ad ultimare il mio decimo lavoro discografico che come sempre cercher\u00e0 di \u201c<em>mettere in musica<\/em>\u201d versi savellesi degni di essere raccontati ed ascoltati. Il mio obiettivo \u00e8 presto detto: mantenere quell\u2019entusiasmo che da sempre porta a spingermi oltre, continuando ad essere innamorato di quello che faccio. Sono sicuro che percorrendo queste strade, il risultato continuer\u00e0 ad essere appagante e sempre foriero di nuove soddisfazioni, personali, ma soprattutto per il paese e la terra che racconto sempre attraverso la mia attivit\u00e0 quotidiana. Quindi il prossimo obiettivo, \u00e8 fare bene nel prossimo appuntamento che per me \u00e8 fissato, in Puglia, nelle giornate del 21-22 ottobre prossimi, alla rassegna \u201c<em>Galatone d\u2019autunno<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL RUGGITO: il canto, la chitarra, il mandolino: molteplici aspetti di una stessa passione ricca di talento e poliedricit\u00e0. Quali sono le sensazioni principali legate a ciascuna delle tue attivit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GINO: la musica, \u00e8 per me, espressione di uno stato d\u2019animo positivo; quando faccio musica, praticamente sempre, sto bene con me stesso, al di l\u00e0 dello strumento che sto usando in un determinato momento. All\u2019interno di un mondo cos\u00ec affascinante, la musica popolare \u00e8 secondo me un piccolo grande spazio che accende anche altri sentimenti: spirito di appartenenza, legame con le proprie radici, bisogno di promuovere la propria identit\u00e0. Sono proprio gli aspetti pi\u00f9 semplici, quelli legati a questi sentimenti che nel tempo rimangono sempre nobili da vivere, ad accompagnare quelle sensazioni di benessere che mi portano a continuare. Anche a costo di parecchi sacrifici, economici, logistici ed organizzativi che in questi anni mi sono sobbarcato proprio per far s\u00ec che certe emozioni diventassero il mio sfondo di vita quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL RUGGITO: quali ritieni debbano essere le leve da azionare per raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GINO: fare capire ad ancora pi\u00f9 persone il valore identitario della musica popolare \u00e8 senza alcun dubbio l\u2019obiettivo pi\u00f9 difficile da raggiungere. Il mondo della musica delle tradizioni \u00e8 un universo splendido che solo chi non conosce realmente vede con pregiudizio e sottovalutazione. Raccontare attraverso musica e suoni le proprie origini e tradizioni, ritengo sia il modo migliore per preservare questo patrimonio di storia e di societ\u00e0 per tramandarlo nel tempo. Ecco, mantenere questo spirito di consapevolezza credo sia il modo per affrontare ogni tipo di sfida, soprattutto in un ambiente quale il nostro, nel quale, nessuno ti regala niente e la critica \u00e8 sempre dietro l\u2019angolo. Anche quella meno costruttiva e fine a s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL RUGGITO: quali, se ci sono, gli aspetti su cui ritieni di poter e dover migliorare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GINO: credo che ognuno di noi possa continuamente migliorarsi in quello che fa pi\u00f9 abitualmente. Per quanto mi riguarda, tanti sono gli aspetti che mi impongo di dover migliorare, giorno dopo giorno. Tuttavia, ritengo che dovrebbero essere gli altri a dover giudicare con pi\u00f9 obiettivit\u00e0 quello che dovrei perfezionare. Di mio, posso solo confermare che l\u2019impegno in questa direzione \u00e8 sempre lo stesso dei primi giorni. \u00a0Dal punto di vista musicale, i miglioramenti significano saper stare al passo con l\u2019evoluzione che la musica in genere impone, sotto ogni aspetto. Dal lato tecnico, legato all\u2019utilizzo degli strumenti e della voce, fino alla capacit\u00e0 di intrattenimento che deve essere costante e non conoscere soste. Chi fa musica ha il dovere di intrattenere piacevolmente il proprio pubblico, senza fare calcoli e senza possibilit\u00e0 di concedersi delle pause. \u00c8 questo in fondo il lato pi\u00f9 bello del nostro mestiere: condividere quanto pi\u00f9 possibile con la nostra gente e mettergli a disposizione, con ogni forza, tutta la nostra espressione artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL RUGGITO: questa terra si trova a vivere una latente contraddizione, fra opportunit\u00e0 inesplorate e limiti invalicabili. Quanto \u00e8 difficile costruirsi un proprio percorso in una situazione del genere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GINO: le situazioni per costruirsi percorsi, propri ed indipendenti, non sono affatto facili, specie in contesti piccoli e periferici come i nostri. Ma certamente non bisogna arrendersi ed abbattersi. In fondo, proprio con l\u2019avvento dei social, le distanze non esistono pi\u00f9 e questo rende tutto sicuramente pi\u00f9 facile anche per chi vive realt\u00e0 come quelle savellesi. Il segreto \u00e8 sapersi adattare alle possibilit\u00e0 che Savelli comunque offre, specie nel mio caso, cercando di farle fruttare al meglio. Bisogna avere tanta forza di volont\u00e0 ed anche fantasia, sapersi districare fra le difficolt\u00e0 che la vita paesana impone, ma alla fine credo che vivere a Savelli, continuando a portare avanti la propria passione nel migliore dei modi, rappresenti una splendida opportunit\u00e0 che, per quanto mi riguarda, fa vedere oltre ogni possibile limite. L\u2019unico aspetto che, se potessi, cambierei di questo fantastico contesto \u00e8 legato, come accennato prima, alla capacit\u00e0 di fare critica. La critica, se costruttiva, infatti, ben venga. Al contrario, non adoro le critiche distruttive, quelle fatte solo per il gusto di mettere in cattiva luce l\u2019altro ed il paese in genere. Credo che questo sia il limite pi\u00f9 grosso di Savelli, allo stato attuale. Ritengo che si tratti di un limite che la comunit\u00e0 intera potr\u00e0 superare, in autonomia, arrivando a capire che un paese rimane tale solo se vi \u00e8 totale collaborazione e diffuso spirito di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL RUGGITO: quali sono invece, a tuo avviso, le opportunit\u00e0 e le sensazioni che pu\u00f2 regalare un territorio come il nostro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GINO: secondo la mia visione, un territorio come il nostro potrebbe offrire ancora tante opportunit\u00e0. Certamente, il lavoro \u00e8 la pi\u00f9 grossa mancanza da queste parti. Bisognerebbe prima di tutto cercare di migliorare le condizioni economiche e sociali, poi la strada potrebbe essere in discesa. Non \u00e8 facile, ma neanche impossibile. Credo che valorizzare le nostre tradizioni, riproponendole in chiave moderna, possa rappresentare a tale riguardo un aspetto forse troppo sottovalutato, ma che invece potrebbe rappresentare una chiave su cui investire, in sinergia fra pubblico e privato, per farla diventare potenziale fattore di sviluppo e di crescita. Magari contribuendo a fermare l\u2019emorragia dell\u2019emigrazione che ancora oggi \u00e8 la principale piaga di un territorio che cos\u00ec non pu\u00f2 crescere. Mi rendo conto che allo stato il mio discorso pu\u00f2 sembrare utopistico, ma io ci credo ancora. Sar\u00f2 un inguaribile ottimista, ma voglio comunque crederci fino all\u2019ultima possibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL RUGGITO: nel tuo quotidiano viaggio, fra Savelli e dintorni, avrai sicuramente modo di imbatterti in sentimenti e valutazioni comunque contrastanti. Quali ritieni essere le pi\u00f9 rilevanti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GINO: vero, la musica mi d\u00e0 modo di girare per vari paesi; posso tranquillamente dire che ogni paese ha le sue difficolt\u00e0 e punti di forza, un po\u2019 come detto prima per Savelli. Al di l\u00e0 di criticit\u00e0 che sono un po\u2019 comuni a tutti i nostri contesti, io ritengo che tutti i paesi calabresi siano la vera risorsa su cui investire per far conoscere davvero una terra splendida come la nostra. Nei paesi si mantiene infatti intatta la cultura delle tradizioni, quelle da preservare, raccontare e tramandare. Su quel patrimonio, non mi stancher\u00f2 mai di dirlo, si dovrebbe realmente investire ogni energia. Perch\u00e9 \u00e8 quello il patrimonio di valori che ci distingue dagli altri. Come detto prima, io amo la mia terra, Savelli e la Calabria in genere, e per questo, dopo tanti anni di emigrazione, ho deciso di investire nella musica cercando di farla diventare, oltre che la mia principale passione, un vero e proprio lavoro. Ecco, in ogni campo, i giovani, che oggi sono pieni di talento, dovrebbero crederci di pi\u00f9 e comprendere che questi luoghi sono il posto migliore dove potersi esprimere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL RUGGITO: vivere nella Savelli di oggi. Come \u00e8 la vita quotidiana in un paese in costante calo demografico? Quali sono potenzialit\u00e0 e debolezze del contesto paesano odierno?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GINO: come gi\u00e0 accennato, vivere la Savelli di oggi non \u00e8 semplice. Oltre alla mancanza di lavoro ed alle difficolt\u00e0 logistiche che per\u00f2 ci sono sempre state, il vero problema, a mio avviso, \u00e8 rappresentato dal fatto che la vita sociale di oggi non \u00e8 come quella di un tempo. Prima c\u2019era pi\u00f9 semplicit\u00e0 e in questo modo riusciva ad emergere il lato migliore di noi savellesi che \u00e8 quello della convivialit\u00e0 e del sapersi divertire insieme, con assoluta spensieratezza e gioia. Oggi forse anche la tecnologia ha contribuito a rendere l\u2019ambiente paesano pi\u00f9 freddo ed impersonale. La mia speranza \u00e8 legata al ritorno ad un vivere paesano pieno di condivisione, in cui non trovino spazio odi e veti incrociati, in cui, perch\u00e9 no, ogni volta che ce ne sia la possibilit\u00e0, ritrovarsi e fare festa. Ovviamente, a colpi di musica, magari ballando una tarantella, in una delle tante belle e suggestive <em>rughe<\/em> del nostro centro storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL RUGGITO: la Savelli in cui sei cresciuto da piccolo e quella che ti ritrovi a vivere adesso. Quali, a tuo avviso, le principali differenze, nel bene e nel male?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GINO: la Savelli nella quale sono cresciuto io da piccolo era un paese molto pi\u00f9 affollato e vivo. Ricordo tanti negozi, addirittura vi erano le scuole superiori, la pretura, il carcere. Quel paese aveva tanto. Sono felice di aver vissuto la mia infanzia e adolescenza in quel periodo anche se, ovviamente, non dimentico i sacrifici familiari che i miei genitori hanno portato avanti, non senza difficolt\u00e0, per crescere me ed i miei tre fratelli, non farci mancare niente e darci allo stesso tempo i dovuti insegnamenti e la giusta educazione. Da piccolo, mi gratificava giocare a pallone, a nascondino, alla \u201c<em>mazza e trujiu<\/em>\u201d nel mio rione, la Conca d\u2019Oro, insieme agli amichetti del tempo. In quel periodo, anche la musica \u00e8 entrata a far parte della mia vita, quasi per scherzo, e poi non ne \u00e8 pi\u00f9 uscita fino a diventare, oggi, il mio lavoro. Rispetto a quel tempo che era idilliaco, il paese di oggi \u00e8 sicuramente cambiato. E inevitabilmente, guardando indietro, la nostalgia prende il sopravvento, anche perch\u00e9, con il passare degli anni, il tempo \u00e8 passato anche per me. Nel contesto paesano, sono cambiate molte cose e quasi sempre in peggio. Oggi, di tutto quanto elencato prima \u00e8 rimasto ben poco, se non nulla. Se dovessi scegliere, a dirla tutta, per tanti motivi, preferisco \u201c<em>i tiampi e na vota<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL RUGGITO: come ti immagini Savelli fra vent\u2019anni? Cosa bisognerebbe fare per invertire la rotta?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GINO: non so come sar\u00e0, sicuramente so come, nel mio cuore, mi auspico possa essere. Vorrei un paese rinato, ripopolato, un paese dove turismo e tradizioni siano le leve per una nuova rinascita. Non voglio assolutamente credere alle previsioni pessimistiche che pronosticano un paese svuotato anche fra meno di vent\u2019anni. Voglio invece continuare a sognare ad un paese che ritorna a vivere, anche perch\u00e9 solo il pensiero di un paese svuotato mi fa stare profondamente male. Sono comunque convinto e pronto a scommettere che ancora qualcosa di buono si pu\u00f2 realmente fare. Altri potrebbero pensare che la mia \u00e8 pura utopia, forse la speranza di un sognatore; in verit\u00e0 io ritengo, convintamente, che possa trasformarsi in splendida realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parola di Gino Grande, l\u2019artista savellese\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Estate che volge al termine, tempo di bilanci per Gino Grande, artista e cantautore savellese che affida a \u201cSavelli si racconta\u201d i tratti salienti di un\u2019esperienza musicale per la quale, l\u2019ultima stagione, ricca di date e di eventi ravvicinati in&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[490],"tags":[120,29,474,72,296,24,519,184],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1782"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1782"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1782\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1788,"href":"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1782\/revisions\/1788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1782"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1782"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilruggito.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1782"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}